venerdì, maggio 15, 2009

Cheppalle!

Ma perché continuo a sentirmi così... così... tremendamente sbagliata???


Son stanca.

martedì, marzo 31, 2009

A volte capita

Ieri sera a lavoro posso dire che mi sono quasi divertita. Incredibile ma vero!
E' che la capocassiera ultimamente è di ottimo umore e molto ben disposta nei miei confronti, tanto che questo mese per ben due volte di fila mi ha messo a fare retrocassa di sabato: faticosissimo perché ci sono così tanti clienti (e forse il negozio è troppo piccolo) che non si riesce nemmeno a camminare, ma dà un'enorme soddisfazione! Finisco sempre distrutta e sudata, ma che bello sentire le colleghe che poi mi dicono: "Era meglio stamattina quando di retro c'eri tu!". Forse forse non sono poi così incapace.

A dire il vero ieri avevo le palle girate perché mi avevano chiamato in tarda mattinata per dirmi di andare lì nel pomeriggio: è una cosa che non sopporto, ma alla fine mi sono fatta infinocchiare.
L'umore è migliorato quando ho visto che ero vicino alla Nella, una delle mie colleghe preferite, e che davanti c'era Claudio che è un pirla, ma mi diverte un sacco. Loro due che si punzecchiavano a distanza e io in mezzo a ridere... insomma, le ore sono volate nonostante fosse un lunedì sera stranamente esageratamente affollato e qualche cliente ci abbia fatto più volte perdere le staffe ("ma tutti oggi? ma tutti a noi tre?").

Giovedì stesso turnino, speriamo sia ugualmente piacevole.

Ecco, alla fine non ci vuole tanto: basta essere tutti sorridenti e anche il lavoro più schifoso può diventare divertente! Abbasso le colleghe malmostose! Evviva i colleghi pirla! :P

martedì, febbraio 24, 2009

Fobia.

Non so se l'avevo già detto, ma ho un po' paura della folla.
Quando ho finalmente avuto il coraggio di andare a un concerto, pensavo di averla del tutto superata. Poi mi sono spinta un po' troppo in là, sentendomi quasi male quando mi sono ritrovata da sola in mezzo a troppa gente al Cornetto Free Music Festival due anni fa: mi stavo per mettere a piangere.

Ora però comincio un po' a preoccuparmi se non riesco nemmeno a stare tranquilla in metropolitana.

Il fatto è che da quando vivo a Milano e ho scoperto che prendere autobus e tram non è per niente complicato, ho iniziato ad odiare seriamente il metrò. Certo, è semplice e molto veloce, niente attese inutili magari al freddo o sotto la pioggia come alla fermata del tram, però... ho cominciato ad evitarlo il più possibile. Anche solo per andare in Duomo preferivo metterci magari un quarto d'ora in più e arrivare in Cairoli col tram piuttosto che prendere la gialla; e ora che l'ATM ha sconvolto tutte le linee di superficie nella zona nord e ha cambiato il tragitto del mio adorato 7 che passa sotto casa, non importa... prenderò due tram diversi.

Come sapete, però, la mia nonna è in ospedale da quasi due mesi (venerdì finalmente la dimettono) e, purtroppo, è dall'altra parte della città. Devo prendere due linee del metrò e poi un autobus: ci metto un'ora. Tra l'altro l'orario di visita non è dei migliori, dalle 17 alle 18: vi lascio immaginare la stazione di Lotto a quell'ora.
Ecco, è successo che sulla rossa per ben due volte sono stata a un passo dal sentirmi male, mi ha trattenuto dallo scendere di corsa solo la voglia di arrivare a destinazione il più presto possibile.
Non ho vie di scampo: l'unica soluzione alternativa sarebbe quella di prendere la 90/91, ma mi sa che si va di male in peggio...

Bah, forse è una cosa normale sentirsi un po' soffocare trovandosi su un vagone stracolmo, impossibilitati al minimo movimento, con uno che ti pesta un piede da una parte, dall'altra uno che ti infilza lo zaino nelle vertebre, un altro che ti dà continuamente gomitate in testa, quello di fronte che c'ha un alito che manco appena svegli... non so, forse in quel momento stanno tutti male.

Io so solo che già all'idea di dover affrontare tutto questo di nuovo tra un'ora e mezza... mi fa sudare. Spero di sopravvivere!

giovedì, gennaio 29, 2009

Un po' di tutto.

Comincio col dire che la nonna sta bene, che è ancora in ospedale, ma che finalmente oggi la trasferivano in riabilitazione: deve stare lì almeno 15 giorni ancora.
Martedì abbiamo dovuto litigare perché la volevano dimettere senza che riuscisse ancora a stare in piedi (è un mese che è lì dentro e nessuno di noi l'ha mai vista sulle sue gambe, è sempre a letto perché da sola non si regge); la struttura che avevamo individuato noi per la riabilitazione ci ha rifiutato perché la nonna "non è grave" e alle nostre proteste, l'ospedale ci ha risposto: "prendete una badante".
Non capisco perché ci ritroviamo sempre in mano a degli incompetenti.

Il lavoro continua a stressarmi. Non ci crederete, ma questa settimana siamo stati chiusi la domenica e mi hanno lasciato a casa, ovvero non mi hanno fatto recuperare le ore, ovvero questa settimana ho 8 ore in meno, ovvero me le scaleranno tutte dai permessi (che comunque non ho maturato abbastanza, quindi vado addirittura sotto). Perchè? Ma è ovvio! Siamo in esubero!
Non ho parole. Fino alla settimana prima mi stressavano perché non facevo straordinari, mi chiamavano a casa per dirmi di rientrare prima dalla pausa pranzo perché c'era casino... e ora siamo in esubero.
Ma è tutta una storia di obiettivi: loro tagliano tutti i costi possibili lasciandoci a casa, si pigliano i premi e noi un calcio nel sedere. Bello, eh?

La mia sorellina s'è fatta un tatuaggio e dice a tutti che è dedicato alla mamma. Ci tiene proprio a farlo sapere in giro, lo scrive pure su facebook (a un amico comune: "per commemorare mia madre che come saprai ci ha lasciato 6 mesi fa". Ora, se sai che lo sa, cosa lo ribadisci a fare? Che poi i mesi son 7, ma va beh...). Fabri mi ha detto: "Vuoi fartelo anche tu?". No, non ci tengo proprio... io sono contenta di esserle stata il più vicino possibile quando era viva, non ho bisogno di un segnetto sulla pelle per far vedere a tutti quanto le volevo, quanto le voglio bene.

Poi volevo raccontarvi un'altra cosa, ma non la ricordo più... ogni volta che penso alla mamma, tutto il resto svanisce.

L'audio non è fantastico, lo so, ma lui non ha mai registrato questa canzone... e senza nulla togliere a Patti Smith, la preferisco di gran lunga cantata da The Boss.


lunedì, gennaio 12, 2009

Le persone sono una continua delusione.

Salvo rare eccezioni.

Comincio ad avere dubbi persino su me stessa, non so più se quello che faccio è giusto o meno.

Dopo Natale è apparso un nuovo foglio in bacheca: una lettera dal sindacalista, in cui si rende noto che alcune lavoratrici part time hanno ricevuto minacce dal parte del direttore, che è già noto per questi atteggiamenti decisamente poco regolari. Dice anche che tutto questo avrà delle conseguenze, che segnaleranno il fatto a chi di dovere e che faranno di tutto perché l'interessato smetta di comportarsi in questo modo.

Penso sia logico e normale denunciare certi atti di prepotenza e pressione psicologica. Io avevo condannato subito a gran voce questo comportamento quando ancora non ne ero io l'oggetto, bensì altre mie colleghe. A maggior ragione ho voluto dire la mia quando le minacce sono state poi rivolte anche a me.
Penso anche che tra colleghe che remano su una stessa barca, che tra l'altro sta lentamente andando a fondo, ci si debba aiutare ed essere unite per il bene di noi tutte. Perché giuro che io le mie "lotte" le conduco per tutte quante, non solo per me stessa, ma per far sì che le cose finalmente cambino in meglio. E questo è più o meno l'atteggiamento di tutte le colleghe full time.

E' tra le part time che tutto ciò non avviene. Sono rimasta parecchio delusa. Non mi aspettavo certo chissà che cosa, perché già avevo notato tante contraddizioni... però davvero pensavo che davanti a questo fatto, che io ritengo seriamente ripugnante, saremmo state tutte dello stesso parere.
Quando nello spogliatoio ho raccontato a una collega quello che era successo... sdegno, stupore! Non ci posso credere! Non esiste! Ha esagerato!
Poi saliamo, timbriamo, ed ecco che si trasforma e si mette a ridere e scherzare col "dire", come lo chiama lei, con me di fianco. Io ero di stucco e guardavo la scenetta con gli occhi sbarrati. Non riesco a capire come si possa essere così falsi rimanendo a posto con la coscienza. Bah, che me frega.
Piano piano mi sono accorta che il 90% delle colleghe fa proprio così. C'è un livello di paraculaggine in quel negozio che non ho mai visto da nessun'altra parte. E sono scattate le paranoie.

Forse esagero io, forse sbaglio, forse dovevo far finta di niente (ma la lettera dal sindacato sarebbe arrivata ugualmente, visto che altre prima di me avevano denunciato l'atteggiamento), adesso chissà cosa staranno dicendo alle mie spalle, ora verrò trattata da appestata... ora non potrò fidarmi di nessuno. E' questa la realtà.

Deliri paranoici a parte, io credo seriamente di essere dalla parte del giusto. Avevo già avuto a che fare con le minacce: quando lavoravo all'Upim, il direttore mi trattò malissimo perché non avevo dato la disponibilità a lavorare il 26 dicembre e mi disse chiaramente che non mi avrebbe rinnovato di un altro mese il contratto e avrei chiuso definitivamente con l'Upim. Decisi che non avrei voluto avere niente a che fare con lui per altri 30 giorni, perciò il 31 salutai il negozio col cuore pieno di gioia.

La vita è fatta di compromessi, è vero... ma a livelli così bassi io non scendo. Ho comunque una dignità di brava lavoratrice e pretendo un minimo di rispetto, perché faccio sempre tutto per guadagnarmelo.

Ieri ho parlato con la capocassiera. Anzi, non proprio, visto che dopo due secondi lei si scalda, comincia ad alzare la voce e se ne va via borbottando. A me scoccia terribilmente il fatto che nemmeno lei mi capisca, io voglio assolutamente spiegarle le mie ragioni.
Voglio farle vedere che da gennaio a giugno scorso ho fatto avanti e indietro dall'ospedale e, nonostante tutto, non ho mai chiesto neanche un'ora di permesso, anzi... andavo anche a fare gli straordinari e sono andata persino il giorno dopo che mia madre è entrata in coma. Voglio farle vedere che sono 20 mesi che lavoro lì e non hanno mai avuto niente da dire su di me, perché io metto sempre tutto il mio impegno e svolgo al meglio il mio dovere. Voglio farle vedere che il precedente direttore dopo neanche 5 mesi voleva farmi diventare rimborsiera, perché forse in me aveva visto del potenziale e che dopo soli 5 mesi il mio contratto è stato trasformato in un tempo indeterminato, cosa che non fanno mai. Voglio farle vedere che ho chiesto solo un giorno di permesso per il battesimo di mia nipote, e che mi sono messa in malattia solo due volte per un totale di 4 giorni, perché io non faccio come qualcuno che se ha mal di testa o il raffreddore (o semplicemente non ha voglia) sta a casa, anzi... entrambe le volte ero proprio in cassa quando mi sono sentita male.

Insomma, voglio farle vedere che in cambio di tutto questo mio impegno... non ho ricevuto mai niente da loro. La prima volta che ho chiesto qualcosa è stata a novembre, quando stavo davvero male e volevo quindi fare le mie ore e basta. E alla fine NON mi è stato concesso.
E devo sentirmi dire certe cose? Dopo tutto questo? A sapere che finiva così, mi prendevo tutti i permessi possibili e passavo più tempo con mia madre invece che lì dentro.

Ma lei continua a non capire e io continuo a essere nel torto. L'unica cosa che è stata capace di dirmi? "Ma perché non ve ne andate se questo lavoro vi pesa tanto?". Le ho detto che sono certi atteggiamenti che lo fanno pesare.

Ma forse non meritava la mia risposta.

giovedì, gennaio 08, 2009

Se il buongiorno si vede dal mattino...

...posso mettermi l'anima in pace perché pure questo sarà un anno di merda.

Le feste sono andate abbastanza bene, dal Natale siamo usciti incolumi, anche se effettivamente qualche momento di commozione c'è stato, ma l'abbiamo nascosto bene. Di quel giorno mi è rimasta solo una bellissima foto: io, la mia sorellona e mio padre che sorridiamo all'obiettivo davanti alla torta di compleanno... belli davvero, però quando l'ho rivista ho subito detto: "Ci fosse stata lei, sarebbe stata perfetta".

Il capodanno l'ho passato sola soletta con Fabri, a casa. E' stata una giornata strana, col mio umore che cambiava di ora in ora.
Il 2 gennaio ero più che serena. I giorni di "vacanza" mi avevano fatto davvero bene, mi sentivo quasi rinata... l'ho sempre detto che avevo bisogno di passare un po' più di tempo con lui.

Non fai in tempo a dire che stai migliorando, che forse è arrivato il tempo di stare di nuovo bene... che arriva la mazzata.

Domenica, durante la pausa pranzo, mi giunge la notizia che mia nonna (la mamma di mia mamma, per la cronaca), è in ospedale: probabile ictus.
Ovviamente mi è crollato il mondo addosso, ancora, per l'ennesima volta.
Volevo spaccare tutto, tirare giù i muri a pugni. Ho urlato dalla rabbia, continuo a chiedermi cosa cavolo abbiamo fatto di male per meritarci tutto questo dolore.

Lunedì stavo già meglio, perché papà mi ha detto che i medici sono molto ottimisti, che l'emorragia cerebrale non è estesa e che dovrebbe riassorbirsi in una settimana. La nonna non sono ancora riuscita a sentirla, ma papà dice che la vede bene. A mia sorella lei ha detto di non preoccuparsi, che è giunta la sua ora, che se ne vuole andare senza dare problemi a nessuno -__-

Sta già facendo fisioterapia, ma se non dovesse recuperare bene entro breve, allora bisognerà ricoverarla in una struttura riabilitativa.
Sono abbastanza tranquilla, per ora. Però non posso non pensare al futuro: se non riuscirà più a muovere bene il braccio? Se non dovesse più essere autosufficiente? Come potremo fare?

La mia vita è un incubo continuo.

lunedì, dicembre 22, 2008

Mobbing

Vediamo se riesco a farne un esempio... così, a caso.

Sei una cassiera che sta svolgendo il suo lavoro con diligenza e impegno nella domenica antecedente il Natale, quindi super affollata.
Ti squilla il telefono, tu rispondi e senti dall'altra parte la rimborsiera che ti dice di chiudere e recarti all'ingresso, pratica decisamente insolita.
Arrivi lì e ti viene detto che il direttore vuole parlarti, tu sai già quale sarà l'oggetto della discussione, infatti tutto comincia con: "Lei non ci sarà la vigilia?".
Alla fine ti sentirai dire una frase del genere: "Ma quindi mi sta dicendo che lei ha chiuso con Esselunga?". Che verrà ripetuta una seconda volta, giusto per essere sicuri che il messaggio venga recepito.



Per esempio, neh.



Si accettano scommesse sui metodi che verranno utilizzati per rendere la vita lavorativa impossibile alla suddetta cassiera. La spingeranno finalmente alle dimissioni? Alla fine lei darà loro questa soddisfazione? Chissà.

martedì, dicembre 16, 2008

Di altalene, corse ai regali e classici Disney

In questi giorni il mio umore è a dir poco instabile, ma ora ho voglia di allegria e grazie al cielo c'è Baloo:



Io adoravo il coscienzioso Bagheera. Ma a dire il vero invidio da morire l'orso -__-

Col Natale sono molto indietro, vale a dire che non ho ancora comprato nessun regalo, anzi... per la verità non ho ancora avuto nessuna idea! Sono in alto mare e tutto ciò mi fa innervosire ancora di più.

Ricorda Ele, ti bastan poche briciole...

A lavoro ho litigato con la capocassiera: voleva che lavorassi la vigilia e io le ho detto che lo facevo se in cambio mi lasciava a casa il 27; la sua risposta è stata: "non se ne parla proprio". E allora arrangiatevi in altro modo. Si è pure incazzata! Mi ha pure detto che per stare coi miei ci sono il 25 e il 26... quindi adesso pretendono pure di organizzare la mia vita privata?!. Bah. Io penso che debba essere una questione di dare/avere, ma visto che lì è solo dare/dare, qualche settimana fa ho detto che non voglio più fare straordinari e loro sono nel panico. Amen. Spero che non abbiano il coraggio di chiedermi di star lì la notte per l'inventario il mese prossimo.

Dai Ele, i tuoi malanni puoi dimenticar!!!

E allora veniamo a qualcosa di piacevole: ieri Fabri mi ha chiesto di comprare un dvd per Maya. Mi fa: "Tipo Cenerentola, o Pinocchio... fai tu, basta che sia molto cantato perché a lei piacciono le canzoni". Bene!
Allora: io escluderei le storie di principesse, perché mi sa che una bambina di un anno e mezzo non sia molto interessata a queste robe, giusto? Pinocchio... umh, non mi entusiasma. Opterei per qualcosa di animalesco: Fabri mi ha bocciato Bambi perché muore la mamma, ok. Io boccio Dumbo perché la scena del trip con gli elefanti rosa mi ha sempre terrorizzato.
Quindi? Umh... gli Aristogatti? La Carica dei 101? Robin Hood (urca urca!)? Oppure è semplicemente ancora troppo piccola? :P
Ditemi voi!


E ricordate: "in fondo basta il minimo, sapessi quanto è facile trovar quel po' che occorre per campar!". PS: il prossimo traguardo è Hakuna Matata, ma mi sa che per quello non sono ancora pronta -___-